lunedì 30 agosto 2010

Riflessioni di un'insegnante precaria del Sud

Oggi ho ricevuto questa mail e la pubblico interamente. Ringrazio chi ha voluto dare questo nuovo contributo alla realizzazione del blog.
L.

Carissima,
so che sarai contenta di ricevere questa mail e che la pubblicherai sul tuo blog. Quando giorni fa ci siamo incontrate, ti ho detto che avevo avuto il trasferimento come docente di scuola primaria da Modena a Roma. Tu mi hai detto: “Bé, non sei contenta?”. Io ho solo avuto la forza di scuotere le spalle. Ora ti rispondo.

No, non sono contenta di essere una delle tantissime insegnanti precarie d’Italia che il governo di turno ha immesso in ruolo con il contagocce.

No, non sono contenta di fare domanda per l’assunzione al Nord perché al Sud non ci sono posti disponibili.

No, non sono contenta di lasciare il marito e i figli per tanti mesi all’anno per cercare di accumulare quel punteggio che mi permetta di svolgere un lavoro che mi piace tanto.

No, non sono contenta di vedere i miei bambini come dei “pacchi postali” che passano dalla casa dei nonni materni a quella dei nonni paterni.

No,non sono contenta di vedere il mio uomo che fa sia da madre che da padre a causa della mia assenza.

No, non sono contenta di sentirmi dire da mio figlio più piccolo al telefono “Torni giù questo fine settimana,mamma?”

No, non sono contenta di chiedere al preside continuamente ferie e permessi per poter andare a trovare i miei familiari.

No, non sono contenta di prendere in affitto una casa in un’altra provincia d’Italia mentre la mia giù a Crotone rimane disabitata.

No, non sono contenta di “rimetterci” tutto lo stipendio in affitto e biglietti di viaggi.

No, non sono contenta di essere un’insegnante del Sud,emigrata al Nord per poter lavorare!!!!
Purtroppo la situazione non è destinata a cambiare. Perciò non resta altro che scuotere le spalle e rassegnarsi.
Ciao
Marinella

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