domenica 11 novembre 2012



I wandered lonely as a cloud
That floats on high o'er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host, of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.

Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.

The waves beside them danced, but they
Out-did the sparkling leaves in glee;
A poet could not be but gay,
In such a jocund company!
I gazed—and gazed—but little thought
What wealth the show to me had brought:


For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.
                                  W. Wordsworth



venerdì 19 ottobre 2012


 tsnounde shnorhavor


ad gununuz mubarek

 zorionak zuri

З днём нараджэння (Z dniom naradzhennia)

 subho janmadin

 sretan rođendan

честит рожден ден

mwe nay mingalar pa

 feliç aniversari

sang yut fai lok

sheng ri kuai le

 sretan rodjendan

 všechno nejlepši

tillykke med fødselsdagen

gelukkige verjaardag

 felicxan naskigxtagon

 lokwinske mei dyn jirdei

Alles Gute zum Geburtstag
 na ta ekatostisis / chronia polla / xronia polla

jwayé zanivèsè / bon anivèsè

hau'oli la hanau





giovedì 28 giugno 2012




lunedì 14 maggio 2012

14 maggio 2011, un anno dopo








Il bene che cos'è ?
E' la fatica di un passo indietro per fare spazio a te...




lunedì 24 ottobre 2011

Il piccolo principe e la volpe


"In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe
“Buon giorno” rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui” disse la voce, “sotto al melo…”
“Chi sei?” domando' il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe” disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, “sono cosi' triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”
“Ah! Scusa”, fece il piccolo principe
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire addomesticare?”
(...) "Che cosa vuol dire addomesticare?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. Tu, fino ad ora, per me, sei un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro' per te unica al mondo”. “Comincio a capire”, disse il piccolo principe. “C’e'un fiore … credo che mi abbia addomesticato…”
“E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”
“Oh! Non e' sulla Terra, disse il piccolo principe.
La volpe sembro' perplessa: “Su un altro pianeta?
“Si'”.......................................
Ma la volpe ritorno' alla sua idea:
“La mia vita e' monotona. Io do' la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano,
e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio'. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara' come illuminata. CONOSCERO' UN RUMORE DI PASSI CHE SARA' DIVERSO DA TUTTI GLI ALTRI. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto la terra. Il tuo, mi fara' uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi laggiu' in fondo dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e' inutile.
I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e' triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro.
Allora sara' meraviglioso quando mi avrai addomesticato.
IL GRANO, CHE E' DORATO, MI FARA' PENSARE A TE.
E AMERO' IL RUMORE DEL VENTO NEL GRANO..."
La volpe tacque e guardo' a lungo il piccolo principe : "Per favore... addomesticami"

tratto da Il piccolo principe di Saint-Exupéry

mercoledì 19 ottobre 2011

Un regalo speciale

Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? Essere utili agli altri.
Il mistero più grande? La morte.
Il difetto peggiore? Il malumore.
La persona più pericolosa? Quella che mente.
Il sentimento più brutto? Il rancore.
Il regalo più bello? Il perdono.
Quello indispensabile? La famiglia.
La rotta migliore? La via giusta.
La sensazione più piacevole? La pace interiore.
L’accoglienza migliore? Il sorriso.
La miglior medicina? L’ottimismo.
(...)

Madre Teresa di Calcutta

giovedì 30 giugno 2011

"Calabria nel mondo":premiazione in Campidoglio



Personalità del mondo della cultura, dell'imprenditoria e della politica in Campidoglio per la XX edizione del Premio Internazionale 'Calabria nel Mondo'. Un riconoscimento, istituito dall'associazione 'C3 International', alle eccellenze calabresi che si sono distinte e che hanno saputo caratterizzarsi nelle loro professionalità a costrutto dell'impresa, dell'economia, della cultura nella propria terra, rendendosi noti in tutto il mondo.


Un incontro salutato dal sindaco di Roma Gianni Alemanno: "Questa occasione - ha sottolineato Alemanno - ci conferma il legame di amicizia tra Roma e la Calabria. Guardare ai giovani è la sfida centrale per fermare la 'fuga' dal Sud. Quando la Calabria investe su se stessa vince". Ad aprire i lavori la giornalista del Tg1 Laura Chimenti e il presidente C3 International Peppino Accrogliano' che ha salutato i presenti: "Oggi esultiamo per l'avvio alla XX edizione del premio internazionale 'La Calabria nel Mondo'. Venti edizioni - ha sottolineato Accrogliano' - che abbiamo organizzato nella capitale ma sono tantissime le iniziative culturali che abbiamo realizzato in tutte le città d'Italia e all'estero dove risiedono tanti calabresi. L'indissolubile legame tra cultura e sviluppo economico mi hanno spinto a continuare le iniziative con la convinzione che la valorizzazione del territorio e la conseguente crescita economica possano essere tenute sotto la spinta propulsiva della cultura. Siamo orgogliosi del nostro lavoro per avere individuato in Italia e all'estero tantissime eccellenze calabresi che costretti a lasciare la nostra amata Calabria si sono affermati ed hanno raggiunto posizioni di rilievo in tutti i campi nelle località dove vivono e dimostrano una grande capacita' di integrazione".

Un incontro che ha visto confrontarsi diverse personalità sul tema di 'giovani, ricerca, formazione e lavoro' nel corso della tavola rotonda presieduta e coordinata dal presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà. Un appuntamento al quale non è voluto mancare il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti che ha definito "un'occasione che ci permette di 'recuperare' una parte delle grandi intelligenze che vivono fuori dal territorio. Per la Calabria stiamo lavorando ad un progetto ambizioso per far tornare nella nostra terra anche i giovani che lavorano negli Stati Uniti. Vogliamo dimostrare che dove c'è entusiasmo e voglia di riscatto si possono costruire progetti importanti. Siamo convinti che la nostra terra merita di essere valorizzata e c'è una Calabria diversa che crede in se stessa".

Al termine della tavola rotonda, sono stati consegnati premi. A ricevere i riconoscimenti: Sergio Abramo, presidente So.Ri.Cal. spa di Catanzaro, l'avvocato Antonio Albanese, professore di diritto privato, Donna Assunta Almirante, presidente della Fondazione Giorgio Almirante, Franco Borruto, professore di ginecologia e ostetricia del Principato di Monaco, Brunella Bruno, consigliere Tar del Veneto, Francesca Capozza, amministratore unico Casa di Cura Santa Rita Ciro' Marina, Teresa Carratelli, ordinario Neuropsichiatria Infantile 'La Sapienza', l'avvocato Fabrizio Criscuolo, ordinario di diritto civile Unical, Gianluca D'Elia, direttore di Urologia II Ospedale San Giovanni Roma. Premi sono stati conferiti ancora a Fausto Fedele , dirigente motorizzazione civile Valle d'Aosta, Raffaele Lener, ordinario di diritto dei mercati finanziari 'Tor Vergata', l'imprenditore Salvatore Lento, Roberto Mazzei presidente dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Giovanni Morgante presidente e amministratore delegato Gazzetta del Sud, il prefetto di Genova Francesco Antonio Musolino, il sottosegretario al ministero dell'Interno Nitto Francesco Palma, il vicesegretario generale della Camera dei Deputati Francesco Posteraro, Anna Romanello artista e performer e l'avvocato penalista cassazionista Giuseppe Zumpano.

Fonte: www.cn24.tv

sabato 4 giugno 2011

Per quelli che possono dire " E' soltanto MIO e di nessun altro"

E' MIO, solamente MIO il ricordo e l'emozione
della neve che vien giù fuori stagione...
della pioggia d'estate....



martedì 8 marzo 2011




Tanto gentil e tanto onesta pare
la donna mia quand'ella altrui saluta,
ch'ogne lingua deven tremando muta,
e li occhi no l'ardiscon di guardare.

Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d'umilta' vestuta;
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi si' piacente a chi la mira,
che da' per li occhi una dolcezza al core,
che 'ntender non la puo' chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
uno spirito soave pien d'amore,
che va dicendo a l'anima: Sospira.

(Dante Alighieri da Vita Nova)

lunedì 14 febbraio 2011

Buon San Valentino

mercoledì 12 gennaio 2011

Quello che fa la differenza.....

Al nord il caffè costa anche € 2,00. Al sud il prezzo del caffè è un mistero, te lo offrono sempre.
Al nord c'è la nebbia. Al sud la nebbia la trovi solo in cucina quando si prepara il pranzo.
Al nord non esiste la criminalità, ci sono solo uomini in giacca e cravatta. Al sud la cravatta si usa solo ai matrimoni.
Al nord vivi per lavorare. Al sud lavori per hobby, quando lavori!
Al nord mangi 80 gr di pasta solo, in una cucina deserta ingozzandoti perché devi correre al lavoro. Al sud ti sfidano a finire un pranzo in una cucina da 150 metri quadri con tante persone a tavola che sembra il concerto dei pooh. E il lavoro? Ah già, ma che fretta c'è, vado più tardi!
Al nord nevica anche in pianura. Al sud non nevica se non sulle vette più alte, ma per una ragione pratica…non abbiamo pianure.
Al nord la vita è frenetica, anche se non devi fare niente devi essere frenetico perché la società te lo chiede. Al sud la parola frenesia l'hanno abolita dal vocabolario e se pure la società chiede qualcosa, basta non rispondergli!
Al nord le comitive di amici sono fatte da 3 o 4 persone al massimo. Al sud le comitive di amici si spostano con pullman, a due piani.
Al nord si bestemmia senza alcun motivo. Al sud si bestemmia con sentimento e dedizione.
Al nord le feste patronali, dove le organizzano, si concentrano in 20 metri quadri, con una giostrina, una bancarella, quattro messe e durano un giorno. Al sud le feste patronali sono così grandi che le 5000 messe converrebbe dirle allo stadio, le bancarelle si perdono all'orizzonte e durano così tanto che una persona può nascere e morire di vecchiaia durante i festeggiamenti.
Al nord in un palazzo mediamente non si conosce nessuno. Al sud mediamente in un palazzo la vicina vive a casa tua,o viceversa.
Al nord sole e mare sono leggende metropolitane. Al sud sole e mare sono uno stile di vita!
Al nord il caffè è un optional. Al sud il caffè è una fede,una bevanda sacra di culto.
Al nord fanno l'happy hour. Al sud 4 filoni di pane da 1 Kg a testa e 1 bottiglia di vino e poi vedi che happy hour.
Al nord quando si parte si porta solo lo stretto indispensabile. Al sud di stretto abbiamo solo lo stretto di Messina!
Al nord una mamma di famiglia che cucina, sempre ammesso che sia a casa, fa il calcolo di quante persone devono mangiare. Al sud una mamma di famiglia per cucinare la cena si alza alle 6 di mattina va in cucina vestita da militare con una fascia rossa in testa e i segni nera sul viso stile rambo e per sapere quando deve cucinare applica una formula matematica complessa il cui risultato porta sempre a raddoppiare le dosi, se non addirittura a triplicarle e chiedendole spiegazioni su perchè ha cucinato in più lei risponderà: "metti che viene qualcuno!"
Al nord quando nevica, lo spazza neve sposta la neve a bordo strada bloccandoti la macchina e la mattina ti devi alzare mezz'ora prima a spalartela per andare a lavorare e non è detto che ci riesci. Al sud non abbiamo ne lavoro ne neve!
Al nord si va a mare con un tramezzino e una coca cola in 5 persone. Al sud tramezzino e coca cola sono solo l'aperitivo.
Al nord fra mare e montagna ci sono 3 ore di macchina. Al sud usiamo l'Aspromonte come trampolino per buttarci a mare!
Al nord in un bar paghi anche l'acqua. Al sud in un bar non paghi!
Al nord fanno i fighi con i Suv. Al sud fanno i fighi con la Panda 4x4 del '92.
Al nord di tanto in tanto vedi un campo di calcetto. Al sud di tanto in tanto vedi qualcosa diversa da un campo di calcetto!
Al nord i tuoi vicini fanno così tanto silenzio che ogni tanto pensi che siano morti. Al sud i tuoi vicini fanno così tanto rumore che ogni tanto pensi che stia passando un corteo della CGIL.
Al nord si fanno le lampade. Al sud usiamo già le lampadine a risparmio energetico!
Al nord se lavori ti arrangi. Al sud se ti arrangi hai un appartamento di 200 metri quadri di proprietà, macchina, televisore al plasma
Al nord non c'è il problema dei rifiuti. Al sud abbiamo il problema dei rifiuti che vengono dal nord!
Al nord si usa poco giocare a carte. Al sud anche. Giochiamo solo dalle 9 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 20.00!

giovedì 30 dicembre 2010


martedì 14 dicembre 2010

Piaghe di Calabria: l'emigrazione verso la Germania


Quel giorno di dicembre di 50 anni fa la guerra era un ricordo ancora vivo e l’unità europea poco più che una chimera. L’Italia e la Germania erano alle prese con problemi contrapposti. A Sud delle Alpi, specie nel Mezzogiorno e nelle campagne, c’era un esubero di manodopera, ma mancavano le materie prime. In riva al Reno era in atto il boom economico, ma mancavano le braccia necessarie alla produzione.


L’accordo fu trovato molto velocemente e con un ritorno politico per entrambi i governi. Con la valvola di sfogo dell’emigrazione, la Dc e i suoi alleati gettavano acqua sul fuoco delle rivendicazioni sociali dei contadini meridionali, che in quegli anni erano passati più volte alle vie di fatto, occupando i latifondi e scontrandosi duramente con la polizia e gli eserciti privati degli agrari. Da parte sua il governo Adenauer puntava a introdurre nel paese manodopera a basso costo con cui arginare le rivendicazioni salariali del movimento operaio e sindacale tedesco.

Le condizioni per uno scontro frontale tra i “Gastarbeiter”, come venivano chiamati gli italiani, e i lavoratori autoctoni c’erano insomma tutte, specie se si pensa che l’occupazione tedesca da una parte e il “tradimento” italiano dall’altra erano ricordi vicini e tragici per tutti. E, in effetti, l’accoglienza riservata ai ragazzi che arrivavano dal Sud fu, all’inizio, molto dura.
A rileggere le cronache del tempo ci si trova di fronte ad un’incredibile serie di pregiudizi: l’italiano fannullone che ruba lo stipendio che il tedesco si guadagna onestamente, l’italiano assatanato che molesta le donne tedesche, l’italiano accoltellatore e via farneticando. Della lista dei luoghi comuni faceva chiaramente parte anche l’immagine dell’italiano nemico giurato dell’igiene. Peccato che ben pochi cronisti del tempo avessero l’onestà di raccontare che i “Gastarbeiter” venivano alloggiati, a decine per stanza, in baracche fatiscenti e senza servizi igienici ai margini delle fabbriche. Spesso le stesse in cui avevano penato, fino a 10 anni prima, gli “Zwangsarbeiter”, i lavoratori coatti, anche italiani, schiavizzati dai nazisti.

Sul lavoro le cose non andavano certo meglio. Considerati carne da lavoro dai padroni e denigrati dai colleghi che vedevano in loro degli usurpatori dei posti destinati ai “fratelli dell’Est”, gli italiani potevano consolarsi solo con il rispetto dei minimi contrattuali che il sindacato tedesco era riusciti ad imporre al governo e al padronato per tutelare dal dumping i propri iscritti.
Se è vero che il lento processo di integrazione degli italiani è passato in primo luogo dall’adesione al Dgb (il sindacato unitario tedesco), è anche, però, vero che per anni i funzionari sindacali hanno visto nei “Gastarbeiter” sia dei potenziali crumiri, che, paradossalmente, dei pericolosi agitatori. Il fatto stesso di provenire dal paese con il partito comunista più forte dell’Europa occidentale era motivo di sospetto anche per i militanti del Dgb e della Spd in quegli anni di paranoia maccartista.

Il trattato sulla libera circolazione all’interno dei paesi aderenti alla Cee (1961) permise agli italiani di effettuare i primi ricongiungimenti familiari e di spostarsi a più riprese tra Italia e Germania. Erano le premesse sia per la nascita di una comunità stabile, con tanto di patronati, associazioni religiose e ricreative, che per il fenomeno del pendolarismo tra i due paesi, che, a detta di alcuni studiosi, in questi 50 anni ha interessato oltre 3 milioni di persone.
A differenza degli altri gruppi di “Gastarbeiter”, gli italiani risentirono meno del blocco dell’afflusso di manodopera dall’estero, voluto dal governo federale nel 1973 per fronteggiare la crisi economica. Molti ex “Gastarbeiter”, spesso sposati con cittadine tedesche e padri di bambini nati in Germania, si riciclarono come piccoli imprenditori, aprendo ristoranti, bar, gelaterie e negozi.

Oggi siamo alla terza generazione di italiani in Germania. Gli ex “Gastarbeiter” e i loro discendenti sono diventati parte della società tedesca e hanno contribuito a modificarne le abitudini e lo stile di vita. Chi lo desidera adesso può ottenere la cittadinanza tedesca, senza dover più rinunciare a quella d’origine. Con buona pace della destra, che fino a qualche anno fa con Helmut Kohl si ostinava a ripetere che la Germania non era “un paese d’immigrazione”, quella tedesca è una società multiculturale. E questo anche grazie ai “Gastarbeiter” arrivati dal Sud 50 anni fa.

Eppure i tanti problemi ancora sul tappeto (dall’altissima percentuale di disoccupati tra gli italiani, al disastroso rendimento scolastico dei giovani in una scuola tedesca selettiva e classista, fino al disinteresse per la politica) mettono in discussione i risultati ottenuti sulla via dell’integrazione.

Di : Tommaso Pedicini

martedì 7 dicembre 2010

Stadio pieno per l'addio ai ciclisti.Funerali "sconsigliati" ai marocchini.

Dopo la notte di veglia alla chiesa "San Giovanni Battista di Calabria", esequie allo stadio per i sette cicloamatori falciati domenica scorsa sulla statale 18. Avrebbe voluto esserci anche la comunità nordafricana. La Questura: meglio di no. Peggiorano le condizioni di uno dei tre sopravvissuti

LAMEZIA TERME - In uno stadio "Guido D'Ippolito" gremito, si celebrano a Lamezia Terme i funerali dei sette cicloamatori travolti e uccisi domenica mattina 1 sulla statale 18 dall'auto guidata da un uomo sotto effetto di cannabis. All'ingresso delle sette bare, nello stadio si leva un applauso scrosciante, rotto dalle urla di dolore dei familiari. Aprono il corteo gli atleti della squadra di cui le sette vittime facevano parte. I ciclisti si dispongono ai margini del tappeto sul prato dello stadio, aprendo un corridoio attraverso il quale i sette feretri raggiungono l'altare. Ogni bara è accompagnata da una bicicletta. Le casse sono poste su un palchetto rialzato, accanto le foto dei sette ciclisti. Dietro il corteo c'era il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, visibilmente commosso. Presente il sottosegretario al Ministero dell'Interno Michelino Davico in rappresentanza del Governo, come numerose sono le autorità civili e militari presenti, tra cui il sindaco di Catanzaro Rosario Olivo e i rappresentanti di Regione e Provincia. Secondo stime delle forze dell'ordine, sono almeno in 5mila a seguire le esequie allo stadio. Fa molto caldo, a Lamezia. Caldo che, assieme all'incontenibile emozione, determina il malore in due giovani, un ragazzo e una ragazza, a cui i sanitari del 118 prestano soccorso.

"Il gesto più grande: amare e perdonare". "Davanti alla morte noi restiamo attoniti. Davanti a queste morti siamo inermi e profondamente rattristati. Nel cuore della domenica, la notizia dell'incidente che ha coinvolto questi nostri fratelli ci ha travolti, ha gettato tutta la città in un turbine di dolore. Ha parlato al cuore di tutti gli uomini e di tutte le donne d'Italia". Così il vescovo Cantafora nel corso della sua omelia. "Noi abbiamo sempre bisogno di capire le dinamiche, spiegare le cause di fatti così terribili, attribuire le colpe. E quindi è cominciata la ridda di sentimenti contrastanti e di sfoghi legittimi. Ma, davanti a questi nostri fratelli, davanti al dramma della vita e della morte, le domande si fanno più profonde, cercano risposte, oltre che in noi, soprattutto nella parola di Dio. Dinanzi a questo grande dolore non ci resta che fissare il volto del Cristo morente, totalmente abbandonato al Padre: solo così quel cuore ha trovato pace. Siamo qui per esprimere fraterna solidarietà ai familiari. Ci sentiamo in questo momento coinvolti nella responsabilità di vivere il gesto più grande: comprendere, amare, perdonare. Non è questo il tempo di puntare il dito o di cadere nei luoghi comuni.
Piuttosto, chiediamo al Signore di saper accogliere la sua luce che viene dall'alto".

Pellegrinaggio alla camera ardente. Per tutta la notte e fino a poco prima delle esequie, centinaia di persone si sono messe in coda davanti alla chiesa di San Giovanni Battista di Calabria, dove è stata allestita la camera ardente. Preghiere, fiori, lacrime e parole di conforto ai familiari dei ciclisti morti. Nella chiesa si è protratta fino a tarda ora una lunga veglia di preghiera celebrata dal vicario della diocesi di Lamezia, don Pasquale Luzzo. Sui feretri, sistemati intorno all'altare, le foto e le maglie dei ciclisti. Il sindaco di Lamezia, Gianni Speranza, ha proclamato il lutto cittadino e ha invitato i commercianti, le scuole e gli altri uffici pubblici a osservare un minuto di silenzio in concomitanza con l'inizio i funerali.

Peggiorate condizioni di un sopravvissuto. All'arrivo frontale di quel bolide impazzito dopo un sorpasso azzardato, erano dieci i ciclisti sulla statale 18, in località Marinella. Solo tre sono sopravvissuti. Fuori pericolo Fabio Davoli, ricoverato all'ospedale di Catanzaro, e Gennaro Perri, ora nel nosocomio di Lamezia Terme. Peggiorano invece le condizioni di Domenico Strangis, ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Cosenza e sottoposto ieri sera a un nuovo intervento chirurgico.

Gli altri sette ora sono lì, sette bare allineate una accanto all'altra. In perfetto ordine, come quando i sette amici andavano in bicicletta e si allineavano in fila indiana per tagliare il vento. Franco Bernardi, professore di educazione fisica, fondatore della palestra Atlas che li aveva fatti conoscere, Rosario Perri, Franco Stranges, Domenico Palazzo, Pasquale De Luca, Vinicio Puppin e Giovanni Cannizzaro. Un bidello, due avvocati, il meccanico, il giovane commerciante. Diversi per età, idee, professione, ma uniti dalla stessa passione che ogni domenica li faceva uscire di casa di buon mattino per affrontare a forza di pedalate cinquanta, settanta chilometri.

La comunità marocchina. Finché, domenica mattina, i loro destini non hanno incrociato quello di del giovane marocchino Chafik El Ketani, 21 anni, l'uomo al volante della mercedes assassina, arrestato per omicidio colposo plurimo aggravato dall'assunzione di cannabis. L'intera comunità marocchina di venditori ambulanti, circa duemila persone, ha subito manifestato la volontà di partecipare ai funerali per stringersi accanto alle famiglie dei ciclisti. Ma la Questura le ha sconsigliato di esserci, stamattina.

"Siamo vicini alle famiglie delle vittime - ha fatto sapere in serata la comunità marocchina - anche se le condizioni della grande disgrazia non ci permetteranno di essere presenti ai funerali. Ci teniamo a informare che domani ci uniremo in preghiera per commemorare e ricordare la vita spezzata di questi nostri fratelli".

Fonte: Repubblica.it

giovedì 2 dicembre 2010

Crotone. Approvato il progetto per l'ampliamento del canile


E' stato approvato dalla Giunta Comunale il progetto definitivo relativo alle opere di completamento dell'oasi canina comunale, sita in località Martorana, per complessivi 150.000 €
Il progetto prevede la realizzazione di ulteriori moduli che incrementano la capacità ricettiva dell'oasi rifugio per cani, con ulteriori interventi manutentivi finalizzati al miglioramento delle condizioni igienico sanitarie e funzionali della struttura in oggetto.
Il progetto prevede, inoltre, la sistemazione della strada che porta al canile.
L'opera rientra nell'ambito della convenzione urbanistica stipulata con la società Ma.mi.do s.r.l. che si è obbligata nei confronti del Comune alla realizzazione del completamento del canile municipale.
Si tratta di un intervento che si propone una duplice valenza, da un lato aumentare la possibilità di accoglienza per i cani abbandonati e consentire agli stessi di vivere in buone condizioni igienico - sanitarie e dall'altro quello di sistemare anche la strade di accesso al fine di consentire agli operatori ed ai volontari, che tanto si spendono per gli amici a quattro zampe, di svolgere la propria attività in condizioni ottimali.

sabato 20 novembre 2010

Giornata mondiale dei diritti dei bambini

Per la mancanza d'affetto e calore


un giorno il mondo ebbe un malore


e poichè si sentiva cadere


un bimbo piccino lo volle tenere.


Aprì le braccia più che potè


però non riusciva a tenere un granchè,


a lui si unì un altro bambino


ma non ne tennero che un pezzettino.


Poi vennero altri, a dieci e a venti,


e unirono mani e continenti,


bambini pallidi,giallini e mori


in un girotondo di tanti colori.


E qull'abbraccio, grande e rotondo,


teneva in piedi l'intero mondo.


M.L. Giraldo

venerdì 19 novembre 2010

Ma c'è anche la buona sanità......


Campagna "Nastro Rosa 2010": centinaia le donne crotonesi che hanno aderito

La Lilt di Crotone soddisfatta per la buona risposta del territorio alla campagna di prevenzione del tumore

Sono state centinaia le donne crotonesi, informa una nota della Lilt Crotone, che hanno aderito alla campagna “Nastro rosa” per la prevenzione del tumore al seno e all’utero. Dal 25 ottobre al 9 novembre il poliambulatorio della sede crotonese della Lilt, Lega italiana per la lotta contro i tumori, è stato aperto per la campagna di screening gratuita. In più di 10 giorni di attività sono state effettuate 111 ecografie, 197 visite senologiche e 95 pap test. “Quest’anno – ha spiegato Carla Cortese, presidente provinciale della Lilt Crotone – abbiamo registrato un numero grandissimo di richieste tanto che non ci è stato possibile soddisfarle tutte. Speriamo l’anno prossimo di poter far di più. Siamo, comunque, soddisfatti perché vuol dire che ormai la cultura della prevenzione del tumore sta prendendo piede tra le donne, soprattutto quelle più giovani. Sono state, in massima parte, le crotonesi al di sotto dei 45 anni a richiedere di sottoporsi allo screening”.


“Anche quest’anno – ha continuato Domenico Liperoti, consigliere della Lilt e coordinatore della campagna di sensibilizzazione “Nastro rosa” - la campagna “Nastro rosa” in città si è potuta attivare grazie alla sinergia preziosa tra Lilt Crotone e Asp di Crotone, grazie alla disponibilità dimostrata a riguardo dal commissario straordinario dell’Asp, Rocco Nostro e dal direttore sanitario aziendale, Angelo Carcea”.
Ad effettuare le prestazioni mediche gratuite presso la sezione crotonese della Lilt, in via Botteghelle 176, l’equipe medica composta da Marinella Anania, Antonio D’Antonio,, Domenico Girimonte, Sabrina Sacchetta, Federico Tallarigo, e dall'ostetrica Patrizia Dattoli, dal tecnico di citologia Francesco Vinciguerra che hanno prestato la propria opera volontariamente.
Questo è il quinto anno che la sezione provinciale della Lilt partecipa alla campagna “Nastro rosa” che ha come obiettivo quello di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne sull’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando il pubblico femminile anche sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare. Sconfiggere la malattia è possibile nella stragrande maggioranza dei casi, grazie soprattutto alla prevenzione e all’anticipazione diagnostica.

sabato 30 ottobre 2010

Malasanità: alla Calabria il triste primato

Da aprile 2009 a metà settembre 2010 in Italia è morta una persona ogni tre giorni per presunta malasanità. I casi denunciati alla Commissione parlamentare sugli errori nella sanità sono stati 242: 163 si sono conclusi con il decesso del paziente e 186 sono attribuibili a presunti errori mentre 56 ad altre cause.

Quasi la metà degli episodi sono accaduti in Calabria (con 64 casi di malasanità e 50 decessi) e Sicilia (con 52 casi e 38 morti). A seguire ci sono il Lazio, con 24 casi e 14 decessi, e poi Puglia, Campania e Lombardia con 15 casi, ma un diverso numero di morti: 4 nella regione governata da Formigoni, 9 in quella di Vendola e 12 in quella rappresentata da Caldoro.

In fondo alla classifica, e dunque con meno casi di malasanità, ci sono Umbria, Marche, Basilicata e Trentino Alto Adige con 1 caso ciascuna.


Superficialità, distrazioni, errori nella lettura dei referti, scambi di medicinali,ospedali fatiscenti,liste d'attesa interminabili,medici con i quali manca il dialogo,minima competenza del personale paramedico,strumentazione obsoleta: ecco le gravi carenze nel sistema di assistenza e di cura al Sud.

Purtroppo la situazione non è destinata a migliorare e allora diventano sempre più frequenti i cosiddetti "viaggi della fortuna", il trasferimento dell'ammalato in un ospedale (del Centro o del Nord) che possa offrire maggiori e più rapide prospettive di guarigione.

martedì 19 ottobre 2010

Per quelli che, a qualsiasi età, conservano lo spirito di un ragazzino




La mia vita cominciò
Come l'erba come il fiore
E mia madre mi baciò
Come fossi il primo amore
(...)
E me ne andai verso il destino
Con l'entusiasmo di un bambino

domenica 10 ottobre 2010

10 ottobre 2003

VITA

Vorrei che fosse una canzone a dare un’emozione con insolite parole provo a scrivere di te
su di un foglio bianco latte c’è una stella che riflette gli occhi tuoi che dalla culla fanno luce nelle notte

poco piu’ di mezzo metro vali tutto gia’ per me
ma non sai che per qualcuno io valevo come te tanto amore

Vita,qui comincia la tua vita
perchè Dio m’ha regalato un amore sconfinato dal pensiero d’un peccato cominciato e mai finito
e che porto dentro me
ci saro’ io pronto a difenderti dal male
farò a pugni con la febbre per non farla mai salire, lotterò contro i dolori per non farti mai soffrire sarò sempre accanto a te,
sei vita per me
tu sei qualche cosa di speciale sei luce del mio cuore

Vedrai le nuvole arrivare poi dissolversi nel sole basterà solo una rondine per far primavera sarò io l’amico vero per giocare insieme a te
troverai qualcuno al mondo che ti parlerà di me, con amore

Ti dirà che sono stato un grande
ci sarà poi qualcun’altro a dirti non contavo niente ma alla fine quel che conta è che per te sarò importante
chi può amarti più di me, nessuno
tu che sei la vera mia ricchezza
sei l’incontro di due cuori una capanna di dolcezza
sei il futuro nel mio tempo che raccoglie tutti i giorni
ogni battito di te, sei vita per me

Prima che tu fossi figlio mio
di mio padre e di mia madre sono stato figlio anche io
ma non è bastato il tempo e tutto quello che mi manca forse è una carezza di più che avrei voluto anche io ma io non ero Dio

Vita qui comincia la tua vita prova ad andarci a piedi nudi
attraversa la tua strada sia in discesa che in salita
per cercare in ogni giorno una risposta ai tuoi perchè
sarai felice come me proprio come me a un figlio tuo gli parlerai di te.

G. D'Alessio